domenica 29 novembre 2009

Movimento per una scuola primaria pubblica ad indirizzo Montessoriano a Senigallia. Resoconto dell'incontro al centro sociale saline.

Sabato 28 novembre u.s., presso il centro sociale Saline, si è tenuto il terzo incontro pubblico del gruppo di cittadini che chiedono una prima classe della scuola primaria pubblica ad indirizzo pedagogico Montessoriano a Senigallia, alla presenza della coordinatrice scientifica dell'Opera Nazionale Montessori, Dr.ssa Anna Maria Ferrati Scocchera, di molti genitori interessati, di insegnanti specializzati ed interessati al metodo.
Dall'incontro è emerso che l'iniziativa non toglierebbe nulla alla scuola pubblica di Senigallia, ma anzi l'arricchirebbe con un servizio in più.
Sul piano del metodo, è emerso che il materiale didattico e l'ambiente assumono un ruolo cruciale ai fini dell'apprendimento, che avviene secondo le inclinazioni e l'istinto naturale che ha ciascun bambino ad apprendere: il metodo preordina le condizioni perchè l'apprendimento possa avere il suo corso secondo il ciclo naturale della vita.
Nei primi anni di vita, il bambino ha la capacità di apprendere con una velocità superiore rispetto a quella degli adulti, e quindi le sue capacità vanno messe nelle condizioni di potersi esplicare.
I programmi sono quindi seguiti secondo percorsi individuali, senza sanzionare e predefinire i comportamenti degli alunni, con i quali si instaura un rapporto di fiducia, fino a quando non si rende necessario l'intervento dell'insegnante per favorire un migliore utilizzo del materiale didattico, o per superare gli ostacoli che si possono frapporre al percorso naturale di apprendimento.
Fra gli interventi da segnalare, quelli di alcune mamme che hanno chiesto informazioni su come gestire a casa il rapporto genitoriale con i figli quando e se frequenteranno una scuola con il metodo Montessori. Un altro intervento ha auspicato l'avvio di un nido e di una scuola per l'infanzia pubblica o privata con indirizzo pedagogico Montessoriano.
Sul punto, si è convenuto che in ambito domestico sarebbe opportuno non rimproverare troppo e per esempio non imboccare i figli, se a scuola ci si impegna per favorire la loro alimentazione senza ausilio di alcuno e la crescita del senso di responsabilità e dell'impegno a studiare.
Per costituire una casa dell'infanzia Montessoriana a Senigallia, la coordinatrice ha offerto la propria collaborazione personale, che è stata apprezzata.
E' intervenuto l'Assessore alla Pubblica Istruzione Simone Ceresoni il quale dopo aver portato il saluto dell'Amministrazione, ha comunicato il proprio interessamento, anche come genitore ed insegnante, riguardo agli obiettivi perseguiti dal gruppo.
Tale interessamento è stato apprezzato, ma sarà messo alla prova dei fatti, quando sarà necessario prendere delle decisioni, di competenza comunale e non, verso la fine dell'anno.

lunedì 16 novembre 2009

RUBRICA: IL FRIZZANTINO

E INTANTO DUSTIN HOFFMAN NON SBAGLIA UNO SPOT
Forum dei Comitati e delle Associazioni civiche di Senigallia
http://forumdeicomitati.blogspot.com

L'operazione promozionale per la Regione, legata al grande attore Dustin Hoffman, comprensiva del cachet dell'attore, dei costi di produzione e dei passaggi televisivi, è costata complessivamente alla collettività un milione e 700 mila euro, provenienti da risorse europee.
Quel "provenienti da risorse europee", che campeggia a pag.13 dell'edizione del 16/11/09 di un noto quotidiano locale, sembra rincuorante, come se le risorse europee che arrivano non rappresentassero una parte dei contributi che partono dall'Italia e che tornano indietro (in parte) da Bruxelles, per ... cofinanziare i progetti locali.
Abbiamo quindi questo bel progetto per il turismo e per l'immagine, che parte adesso, a circa quattro mesi dalle elezioni, e che porterà all'estero l'immagine della Regione, associata a quella di un attore straniero, il quale riporterà all'estero il giusto compenso per il lavoro svolto.
Con il massimo rispetto verso questa iniziativa, appare lecito porsi una domanda: è meglio curare l'immagine di una Regione in crisi, o la crisi stessa?
Con 1,7 milioni di euro si potrebbero alleviare, in parte, i problemi dei tagli alle spese sociali, ai posti di lavoro e le difficoltà di un territorio ingiustamente poco considerato, a livello nazionale. I marchigiani sono cittadini come gli altri, eppure pezzi di territorio importanti del Pesarese si staccano e forse continueranno a staccarsi verso l'Emilia Romagna e nessuno a Roma alza un dito ossia ascolta la giusta richiesta proveniente dalle Marche, di verificare l'identità storica del Montefeltro; di restituire, prima del distacco, e non dopo, i denari degli investimenti fatti con i soldi di tutti i marchigiani, e quindi rivedere gli ambiti delle piccole regioni, prima di frantumarle, e vederle schiacciate sul piatto ricco del federalismo, fra l'incudine ed il martello (i.e. il partito del nord e il partito del sud).
Anche se i problemi delle Marche non si risolvono certo con 1,7 milioni di euro, curare così bene l'immagine di una Regione che perde i pezzi, in vari sensi, sembra un po' come nascondere la spazzatura sotto il tappeto.
Dove portiamo i turisti che arriveranno grazie agli spot? Non a San Leo o a Pennabilli e nell'Alta Valle del Marecchia, perchè quella bella e grande parte del Montefeltro è in Romagna.
Con quale mezzo? Non esistono collegamenti aerei diretti fra Stati Uniti e le Marche. Gli americani forse planeranno a Rimini, in Romagna, e fanno di tutto perchè vadano là.

LA SINDROME DELL'INAUGURAZIONE PRECOCE
Forum dei Comitati e delle Associazioni civiche di Senigallia
http://forumdeicomitati.blogspot.com
Dalla cronaca locale del 16/11/09 si apprende che malgrado l'inaugurazione del nuovo Porto, "i lavori non sono affatto finiti".
Nel lato nord dell'avamporto sarebbero in corso, si legge, i lavori per la realizzazione di un'area di servizio per le attività portuali.
L'area dovrebbe ospitare un distributore di carburanti per le imbarcazioni, un travel lift per il sollevamento delle imbarcazioni, ed altre attrezzature necessarie per le riparazioni.
Perchè tanta fretta di inaugurare, prima della fine dei lavori, allora?
Il giornale locale impotizza che l'inaugurazione possa aver avuto un carattere elettorale, essendo avvenuta l'ultima domenica prima delle primarie di coalizione. Insinuazioni?
Forse le cose non stanno proprio così. Un'altra pista andrebbe battuta. Tantissimi i senigalliesi presenti, diecimila, e chi li ha visti ha potuto vederli gioire sinceramente per quanto è stato offerto: i giochi di acqua sul mare, la minicrociera, l'esposizione, i due quintali di sardoncini scottadito, nonchè la degustazione della zuppa di cozze e vongole in guazzetto, e dei 60 Kg di penne allo scoglio, offerti dal Comune. Delizioso!
Forse in questo momento di crisi, di difficoltà con i mutui e con il lavoro, la gran parte dei cittadini preferisce un bel piatto di pesce, alle discussioni sulla tempistica dell'inaugurazione o all'imputazione più corretta della spesa relativa al rinfresco.
I diecimila quindi sarebbero dei menefreghisti? No, forse sono rassegnati e pensano, a torto o a ragione, che le belle mangiate sono sia di destra che di sinistra...
Meglio passare una domenica meno triste del solito, piuttosto che immersa nei noti problemi.

venerdì 30 ottobre 2009

Come sono gestiti i fondi comunitari?

La Corte dei Conti – Sezione regionale di controllo – ha svolto un’indagine sull’utilizzo dei finanziamenti comunitari nella Regione Marche – periodo 2007 – 2008, approvata con delibera 146 del 25/9/09.
I progetti sono stati realizzati e liquidati per il 92,7% dei casi.
Esaminando le varie linee di intervento, è emersa (v.pag.79 del rapporto) una non adeguata ponderazione delle risorse rispetto alle aree territoriali.
Questo fenomeno, ad avviso della Corte, potrebbe derivare non tanto da carenze programmatorie da parte della Regione all’atto dell’attribuzione delle risorse, quanto piuttosto da una non uniforme diffusione delle conoscenze e competenze rispetto al necessario approccio tecnico progettuale, che caratterizza l’accesso ai fondi comunitari.
Infatti, poiché la redazione degli interventi supportati dai finanziamenti comunitari implica la predisposizione di un progetto da sottoporre al vaglio dei competenti uffici ai fini della sua approvazione, è evidente che una scarsa sensibilità verso le tecniche di progettazione, o una non adeguata padronanza delle stesse, finiscono per determinare un ostacolo per l’accesso, favorendo le situazioni più virtuose e diminuendo le risorse per le situazioni più bisognose (ove le tecniche di progettazione tendono a non avere spazio, a causa di situazioni di partenza non ottimali).
Per questo motivo, la Corte suggerisce di valutare la predisposizione di strumenti e mezzi per incrementare la diffusione delle conoscenze in materia di tecniche di progettazione per i finanziamenti comunitari, attraverso le opportune campagne di sensibilizzazione e/o corsi di formazione destinati alle categorie interessate.
La Corte raccomanda all’amministrazione la diffusione di servizi di assistenza per la predisposizione dei progetti, assegnando termini congrui tra l’emissione e la scadenza dei bandi, per favorire la maggiore partecipazione, soprattutto per quelle situazioni in cui la insufficienza di tecniche progettuali può divenire un ostacolo alla realizzazione di idee valide, e viceversa una forte attenzione per la progettualità può divenire uno strumento per drenare risorse a discapito di situazioni in cui le opportunità finanziarie avrebbero potuto rispondere ad effettive esigenze.
In sede di adunanza, i rappresentanti dell’amministrazione regionale hanno evidenziato che sono in corso ulteriori iniziative in materia: in particolare nel 2009 l'Autorità di gestione del Fesr ha stipulato appositi accordi, con due soggetti, Europe Direct Marche (Centro europeo che agisce come intermediario – in termini di comunicazione – tra l’Unione europea, i cittadini e le istituzioni a livello locale e regionale, operante presso l’Università degli studi di Urbino) e Enterprise (operante presso la Camera di commercio di Ascoli Piceno), per la realizzazione del piano di comunicazione sulle opportunità offerte nelle Marche dal FESR e dai fondi europei, rispettivamente per le azioni nei confronti della pubblica amministrazione e nei confronti delle imprese.
Tali strumenti non appaiono adeguati per la risoluzione delle criticità ravvisate dalla Corte dei Conti.
Ci sono molti altri problemi.
Per formare nelle imprese e negli enti locali dei tecnici capaci di progettare ed assistere chi intende presentare un progetto servirebbe un piano formativo ampio e specifico, che interessi le Università ed abbia l’obiettivo di creare una molteplicità di centri di assistenza e di progettazione, in modo da far combaciare le esigenze del territorio agli interventi progettati, e per evitare la formazione di oligopolistiche e costose elìte di esperti.
Attualmente sono pochi i centri di assistenza accreditati, i progettisti validi, sia dipendenti di P.A. sia privati.
Le priorità della programmazione territoriale non sono le stesse priorità che si ritrovano nei bandi.
Mancano le risorse economiche per i servizi primari della scuola, del sociale e della manutenzione del territorio.
L’UE finanzia prevalentemente investimenti per lo sviluppo che vadano al di là dei livelli essenziali delle prestazioni di servizi che gli Stati membri devono garantire con le entrate fiscali.
Quando mancano i servizi primari, è difficile trovare risorse pubbliche per cofinanziare gli investimenti ritenuti come prioritari nei programmi comunitari a gestione diretta, che non finanziano il 100% della spesa, e che le Regioni non possono cambiare.
Per un territorio in difficoltà economica, i rigidi schemi dei programmi comunitari sono diventati delle gabbie dalle quali è difficile uscire, e si può cercare di uscire dagli schemi pensando a nuove strategie formative ed organizzative.


Fonti informative:
http://www.corteconti.it/Ricerca-e-1/Gli-Atti-d/Controllo-/Documenti/Sezioni-re/Marche/Deliberazi/Anno-20091/deliberazione-n.-146-del-25-settembre-2009.doc_cvt.htm
http://www.corteconti.it/Ricerca-e-1/Gli-Atti-d/Controllo-/Documenti/Sezioni-re/Marche/Deliberazi/Anno-20091/deliberazione-n.-146-del-25-settembre-2009.doc

mercoledì 14 ottobre 2009

PROPOSTE PER MIGLIORARE LA QUALITA' DEI SERVIZI SANITARI
- di Giuseppe Gambelli e Claudio Piermattei

A Senigallia l'offerta complessiva dei servizi sanitari pubblici è qualitativamente buona, ma manca la possibilità di usufruire di alcune prestazioni mediche, per cui molti concittadini spesso devono recarsi a Pesaro ed Ancona, o in altre città, per curarsi.
La limitatezza delle risorse economiche trasferite alla nostra zona territoriale non permette la copertura finanziaria dei progetti finalizzati a migliorare l'offerta dei servizi.
Il personale medico ed infermieristico è contingentato, così che nei periodi feriali e di maggior afflusso turistico i turni divengono pesanti, sia per il personale, sia per i pazienti, tenuti a maggiori attese, specialmente al pronto soccorso.
Il rilancio della sanità senigalliese deve quindi passare attraverso soluzioni alternative, rispetto a quelle che presuppongono maggiori trasferimenti regionali e statali, dato che tutta la spesa pubblica attraversa una fase di tagli generalizzati, dovuti alla grave crisi finanziaria ed economica in corso.
Seguendo l'esempio della vicina Jesi, Senigallia potrebbe ampliare l'offerta di servizi sanitari, favorendo il potenziamento dei centri polispecialistici esistenti, che sono accreditati e convenzionati, specialmente per orientarli verso le prestazioni ambulatoriali e chirurgiche in settori in cui si registra una certa carenza di servizi: è il caso dell'allergologia, dell'endocrinologia, delle malattie infettive, di certi esami radiografici e della chirurgia plastica ed estetica, solo per citare alcune specialità per le quali la migrazione dei pazienti è maggiore.
Inoltre, per potenziare i servizi medici ed infermieristici dell'ASUR, è necessario attuare, con più fatti, le recenti riforme regionali che prevedono meno uffici amministrativi e più servizi, nel territorio.
Nel 2009 sembrerebbe logico, in qualsiasi azienda, gestire tutti i servizi amministrativi relativi agli appalti, alla tutela legale, ed altri, in un unico centro direzionale, nei limiti del possibile, lasciando decentrato nel territorio solo quello che al centro non si può fare.
Eppure molti politici rivendicano la necessità di mantenere decentrate alcune funzioni, come quelle delle gare d'appalto, che sono spesso accentrabili con evidenti economie di scala.
Razionalizzare i servizi amministrativi invece comporterebbe il vantaggio di poter investire maggiormente nei servizi infermieristici e medici: sono quelli che non abbiamo i servizi sanitari di cui abbiamo maggiore bisogno, e istituirli è possibile.

giovedì 24 settembre 2009

CORSI E RICORSI



Senigallia offre da settembre in poi un’ampia gamma di corsi, per tutte le esigenze.
Per i bambini, scuole di musica e corsi per l’avvio a quasi tutte le pratiche sportive, e ludiche, oltre che alla danza e ad insegnamenti integrativi rispetto a quelli scolastici ordinari.
Per i più grandi l’offerta si amplia, fino ad arrivare ai giochi di società, alla meditazione orientale, alle arti marziali, alle medicine alternative, alla cucina, alle lingue, all’informatica e all’approfondimento di quasi tutte le branche del sapere e del saper fare.
Accanto a queste opportunità per formarsi nel tempo libero, esiste anche quella di aderire a gruppi, associazioni e movimenti che coprono ogni possibile esigenza.
Per poter scegliere avendo una panoramica dell’offerta, gli strumenti a disposizione sono il passaparola, i manifesti e gli altri canali pubblicitari che a livello locale sono scelti da chi organizza i singoli corsi, per farsi conoscere.
I canali pubblicitari attualmente utilizzati sono quasi sempre a pagamento, e non offrono una visione d’insieme delle varie proposte, sia ai senigalliesi, sia a chi risiede nel comprensorio e non ha analoghe possibilità di frequentare corsi o gruppi nel proprio comune di residenza.
Per dare un servizio gratuito a chi organizza corsi ed attività per il tempo libero, e a chi volesse saperne di più, per orientarsi un po’, un editore locale di un sito internet o di un periodico su carta stampata potrebbe valutare l'idea di pubblicare una guida annuale o semestrale per raccogliere tutte le iniziative per la formazione, per lo sport ed il tempo libero, a Senigallia e in provincia.
La guida potrebbe finanziarsi con la pubblicità, con contributi di enti e privati, e con dettagliate descrizioni di singole iniziative, a richiesta delle associazioni interessate. Le istituzioni scolastiche potrebbero utilizzare la guida per orientare gli alunni ed i genitori, e per avviare attività extra scolastiche e collaborazioni.
Conoscere le varie offerte formative ed associative in un'unica pubblicazione aiuterebbe molti genitori a scegliere le migliori senza sbagliare, o sprecare tempo, in telefonate ed appuntamenti, mentre per chi ha una maggiore professionalità, avere più visibilità come istruttori o docenti accreditati significa avere più possibilità di far emergere il merito.
Attualmente le pubblicazioni gratuite e a pagamento che sono reperibili in città riguardano la politica, la cronaca locale, gli annunci immobiliari e di compravendite varie, oltre agli indirizzi delle varie imprese ed attività.
Allargare lo spettro informativo è l'idea che parte dal Forum, iniziando da ciò di cui si sente maggiormente il bisogno.


mercoledì 9 settembre 2009

IL CASO "VILLA BUCCI"


di Giacomo Giraldi e Laura Mengucci


In base all'art.78 del d.lgs. 267/00 il Sindaco (in via generale) ha l'obbligo di astenersi dal prendere parte alla discussione ed alla votazione di delibere riguardanti interessi propri o di loro parenti o affini sino al quarto grado. L'obbligo di astensione non si applica ai provvedimenti normativi o di carattere generale, quali i piani urbanistici, se non nei casi in cui sussista una correlazione immediata e diretta fra il contenuto della deliberazione e specifici interessi dell'amministratore o di parenti o affini fino al quarto grado.

Non è il caso di trattare del caso specifico e delle persone interessate, perchè molto è già stato scritto, mentre è mancata una riflessione su altri aspetti. L'inasprimento dei toni comunque non aiuta a riflettere. Come si evince dalla cennata legge, il conflitto di interessi non è colpito in modo pesante dal Legislatore, per cui ad oggi resta un argomento più politico che giuridico. Lasciamo le argomentazioni politiche ai politici. Se un piano urbanistico non aumenta nè diminuisce la cubatura di un edificio, ma si limita a confermare la possibilità di mantenerla, manca la correlazione diretta fra la delibera e l'interesse, e quindi la norma citata, che è piena di falle, non si applica.

Per esempio, la legge non si sofferma sul caso in cui l'iter del rilascio del permesso di costruire di un edificio di un Sindaco sia più veloce di altri casi simili, nè dei casi in cui gli interessi del Sindaco siano favoriti in determine Dirigenziali, anzichè in delibere. Potrebbe continuare a lungo l'elenco dei casi dei conflitti di interesse di rilievo locale sfuggiti al Legislatore Italiano, ed è anche il caso di sottolineare che in Italia esiste un Authority Antitrust, che però si occupa solo delle grandi concentrazioni di proprietà che limitano la concorrenza a livello nazionale. Per ipotizzare un abuso d'ufficio sul piano penale occorre dimostrare la violazione di una disposizione normativa oltre al vantaggio ottenuto.

Altra falla normativa: molti vantaggi sono acquisibili rispettando alla lettera la legge e magari correndo per rilasciare titoli abilitativi agli amici e lasciando altre richieste di chi è per ipotesi collegato all'opposizione, nel cassetto, per mesi. I controllori dei Comuni non sono esterni. Il Comitato regionale di controllo sugli enti locali in passato svolgeva funzioni di raccordo con altri organi ispettivi e di vigilanza. Aveva dei difetti, ma invece di potenziarlo si è scelto di sopprimerlo. La maggioranza locale adesso può scegliere i suoi controllori e decidere come pagare i membri degli organi di controllo interno (revisori dei conti, nucleo di valutazione,ecc...).

La conclusione è che la legge italiana non è il miglior parametro per stabilire la correttezza dell'operato degli amministratori. Neppure il popolo sovrano è il miglior giudice, perchè se deve scegliere fra chi a livello locale ha una concentrazione di potere e chi non ce l'ha, potrebbe essere tentato di scegliere di aggregarsi, per molti motivi. Quindi riflettendo in termini generali pensiamo che a Senigallia, e non solo, serve un ricambio continuo e più veloce della classe politica, e dei partiti di governo locale.

Così in futuro forse il conflitto di interessi sarà disciplinato meglio, a livello comunale e non solo a livello nazionale. Ogni sospetto forse sarà fugato, in modo da mettere tutti gli imprenditori sullo stesso piano.


sabato 22 agosto 2009

COME FARE PER APRIRE UN NIDO CONDOMINIALE

di Simona Ciucani e Giuseppe Gambelli

A causa della forte espansione edilizia in corso, Senigallia sarà sempre più piena di condomini, e di mamme costrette a rinunciare al proprio tempo libero ed al lavoro a tempo pieno per seguire i figli in tenera età, perché non tutti trovano un posto al nido comunale e possono permettersi una retta per il nido privato di 3-400 euro, avendo il reddito superiore alla bassa soglia ISEE.

Malgrado ciò, non è ancora decollata l’esperienza dei nidi condominiali.

Non risultano esperienze in atto né elenchi di operatori accreditati e beneficiari degli appositi contributi statali, a differenza di quanto accade in altre realtà, come il Veneto che ha il sito istituzionale www.venetoperlafamiglia.it

I nidi condominiali costano meno perchè possono utilizzare gli appartamenti come aule, e i vicini come volontari, con standards organizzativi meno rigorosi.

Mentre in Veneto e Lombardia le regole per i nidi condominiali sono prestabilite, in altre Regioni fra cui le Marche occorre presentare un progetto e farlo approvare.

Nelle Marche è in corso una fase di sperimentazione, che era stata prevista con la l.r. 9/03 e con il Reg.13/04.

Altre Regioni invece hanno esperienze già avviate e spiegano per filo e per segno come fare per aprire una struttura, per contattare strutture esistenti e formare gli operatori, oltre a specificare quale è il titolo di studio necessario, i requisiti strutturali degli alloggi, e come gestire gli adempimenti fiscali. Pertanto in quelle realtà il fenomeno è in espansione:

cfr.http://62.101.84.161/spazioregione/SRINTERNET.nsf/0/268ddf526e3ba069c125716c0032ec8e?OpenDocument
http://www.venetoperlafamiglia.it/index.php?option=com_content&view=article&id=82&Itemid=177

Le Regioni che puntano sui nidi condominiali prevedono chiaramente delle deroghe che permettano per esempio di mettere a norma i locali senza spendere troppo e far acquisire una minima professionalità agli operatori senza costi eccessivi e senza mettere a rischio la sicurezza e la qualità del servizio.

Risultato: da noi mancano i nidi condominiali e nella nostra Regione i familiari e i genitori si arrangiano, e pagano i 300 euro, se lavorano e non trovano un posto nei nidi comunali.

Chi non può permettersi di pagare una retta per il nido dovrebbe poter accedere all’opportunità di lavorare insieme ad altre mamme e gestire un nido familiare, non tanto per avere un guadagno in concorrenza con gli altri operatori del terzo settore, ma almeno per far risparmiare qualcosa chi ha poca disponibilità economica.

La famiglia non è un lusso, ma la risorsa fondamentale in cui investire per un futuro migliore, per tutti.

Per promuovere progetti sperimentali di nidi condominiali sarebbe necessario presentare un progetto sperimentale e confrontarsi preventivamente con l’ambito territoriale sociale e con la Regione.

Sono stati addirittura stanziati di recente dei finanziamenti statali per le Regioni in modo da incentivare e favorire lo sviluppo e la sperimentazione dei nidi familiari o condominiali.


cfr.
http://job24.ilsole24ore.com/news/Approfondimenti/2009/06/25/19_A.php?uuid=c8e97dbc-614a-11de-9575-32a4fea0782f&DocRulesView=Libero


Radio 24 ha recentemente dedicato una puntata della trasmissione “Salvadanaio” al tema dei finanziamenti per i nidi condominiali e alle difficoltà burocratiche che certe volte sono frapposte. E’ possibile ascoltare l’audio della trasmissione alla pagina:


http://www.radio24.ilsole24ore.com/main.php?articolo=asili-nido-mamme-lavoro-tagesmutter-famiglia-risparmio-neonati


I Comuni, in attesa della stabilizzazione della sperimentazione promossa dalla Regione, potrebbero sopperire alla domanda di servizi, autorizzando in via transitoria lo svolgimento delle attività di nido condominiale, nel quadro della sperimentazione, già in atto in alcuni Comuni marchigiani, autorizzando singoli soggetti o meglio gruppi organizzati all’interno di cooperative sociali o associazioni già esistenti o da costituire.


Il primo passo è quello di presentare un progetto dettagliato presso l’Ambito sociale o il Comune e quindi ottenere l’autorizzazione in via transitoria ad avviare il progetto, come sperimentale.

Il Comune o chi per lui potrebbe opporre la mancanza di una specifica regolamentazione, e la necessità di far rispettare agli asili condominiali gli stessi gravosi standards strutturali ed organizzativi prescritti per gli asili nido nella normativa regionale.

Se ciò accadesse, si potrebbe rimodulare il progetto, fino a trovare un accordo, in quanto sarebbe irragionevole sbarrare la strada ad un’iniziativa che potrebbe avere finanziamenti pubblici e che ha il favore di tutta l'Europa (il fenomeno è diffuso non solo nell’Italia del Nord, ma soprattutto in Scandinavia e nel resto dell’Europa continentale).


Attualmente, i programmi sociali non risultano ricomprendere questo tipo di sperimentazione, ma forse questo non è un buon motivo per non tenere in considerazione le migliori proposte innovative e finanziabili.

Un obiettivo perseguibile potrebbe quindi essere quello di creare una rete di nidi familiari, con il supporto tecnico di un'Associazione o di una Cooperativa che sia interessata alla promozione di questa opportunità, che è finanziata e che sarebbe gradita a molti.